Orologi

Il tempo vola (Orologi Militari)

Gli orologi degli aviatori della Seconda Guerra Mondiale ed altri orologi militari indistruttibili degni di nota raccontati da Giuseppe Abbate, Davide Munaretto, Mirko Lazzarini e Glauco Peraino. La trasmissione è stata ideata e condotta da Tony Graffio. Giuseppe Abbate, Davide Munaretto e Tony Graffio negli studi di Radio Atlanta Milano

L’importanza della revisione per gli orologi meccanici

Davide Munaretto, Elvira Dell’Olio e Mirko Lazzarini rispondono alle domande di Tony Graffio e formulano un interessante discorso su: pezzi di ricambio, orologi vintage, orologi di alta gamma, garanzie e altri punti che possono generare curiosità e interesse negli appassionati di orologeria e nei collezionisti.

Davide Munaretto è uno degli ultimi orologiai capaci di ricostruire pezzi antichi, restaurare orologi e pendole

Mi chiamo Davide Munaretto, sono di Milano, sono appassionato di orologeria e altre materie scientifiche. Ho effettuato studi di meccanica; oltre che di orologeria mi occupo anche di elettronica e di elettrotecnica. Ho un laboratorio di orologeria sito in Milano, in zona Bovisa, specializzato nella riparazione e nel restauro conservativo di orologi antichi e pendoleria, una tradizione che si rinnova da tre generazioni. L’orologeria è sempre stata una tradizione di famiglia iniziata nel primo dopoguerra da mio nonno che dopo essersi trasferito in Svizzera aprì un laboratorio di restauro. I miei genitori rimasero a Milano, dove io nacqui nel 1968. La mia infanzia è intrisa di grandi attrattive e l’orologeria meccanica, l’elettrotecnica e l’elettronica sono da sempre i miei giochi preferiti; ho seguito con grande interesse i lavori del nonno e crescendo decisi di studiare meccanica, ma spinto dai miei familiari, terminati gli studi, intrapresi un cammino aziendale come progettista meccanico, per diventare poi il direttore commerciale di una ditta attiva nel settore dell’illuminotecnica, carica che ho occupato per circa un ventennio. Gli studi mi hanno portato a comprendere in modo molto approfondito quello che avevo imparato da bambino e l’orologeria finì per diventare una materia di approfondimento e un hobby costante. Dopo la morte di mio nonno, il laboratorio e le attrezzature rimasero ferme finché un giorno, la crisi economica e la situazione congiunturale in cui da tempo si trova il Paese portò ad una riduzione del personale nell’azienda per la quale lavoravo. Questa fu la svolta decisiva per ridare forza e vigore al nome e al ricordo del mio caro nonno e cosi decisi di dare vita alla DM Orologeria, un laboratorio che potesse fondere in sé la tradizione e l’innovazione, scostandosi anche in modo irriverente dai canoni dell’orologeria classica sfruttando tecnologie nuove in modo massivo e inusuale. In pochi anni l’azienda penetra nel tessuto milanese stringendo importanti rapporti di collaborazione con i più noti nomi legati all’orologeria di alta gamma e si distingue per le capacità risolutive e progettuali e nel restauro conservativo dell’orologeria antica, settore quest’ultimo in via di estinzione nella tradizione italiana. In breve tempo sono arrivato a stringere un rapporto di […]

Orologi Vintage e canoni di bellezza, le riflessioni di un collezionista

Non mi sento di parlare di canoni di bellezza di un vintage perché dipendono da fattori dettati esclusivamente dai gusti personali. Riferendomi a quello che vendo, per esempio, mi sono accorto che molti considerano bello un orologio oversize; altri lo preferiscono piccolo, oppure c’è chi lo vuole solo dorato… Chi solo color argento… E così via. Non si possono stabilire dei “canoni”, ma piuttosto cercare di considerare quello che ti trasmette un oggetto particolare. Io ho i miei gusti chiaramente, ma quello che maggiormente mi affascina e comunque condiziona la scelta dell’acquisto, è l’idea dell’antico, della storia che l’orologio reca con sé; per questo sono disposto ad accettare anche le piccole imperfezioni e prediligo un orologio vissuto ad un pezzo nuovo, fondo di magazzino, anche a parità di periodo di costruzione. La mia origine in questo campo, è nel collezionismo. E per come interpretavo io la cosa, non mi importava tanto la qualità, quanto la quantità. Soprattutto all’inizio. Desideravo un pezzo purché fosse antico e meccanico… Era sufficiente trovare un orologio vecchio per indurmi all’acquisto, tanto che in passato ho comprato orologi davvero orrendi. Però l’emozione derivava nel vedere su un banchetto “l’orologio vintage”. La bellezza non era un parametro. Chiaramente, nel tempo ho affinato i gusti e quindi le mie scelte, rifiutando per esempio quei pezzi che risultavano poco “coevi”; tipo quadrante rifatto ma cassa consumata. Oppure una cassa nuova di zecca su un quadrante troppo vissuto, e così via. Nella storia dell’orologio interpretavo queste incoerenze come “manomissioni” che ne falsificavano la sua storia; era un fatto che mi disturbava. Questo modo di vedere le cose mi è rimasto anche ora che non solo riparo gli orologi, ma anche li restauro; se non riesco a mantenere una originalità spinta scelgo di utilizzare l’orologio come donatore per parti di ricambio. Concludendo: la bellezza per me è l’emozione di combinare qualcosa che piace per la sua originalità, senza tenere conto assolutamente del valore commerciale, quindi del mercato. Francesco Carbone Per saperne di più ascoltate il podcast: Orologi vintage: investimento calcolato o anacronismo?

Domenico Morezzi, il milanese che per 30 anni vendette orologi agli svizzeri

Nel 1937 Domenico Morezzi ha fondato la OISA (Orologeria Italiana Società Azionaria)  a Milano in viale Regina Margherita; poi trasferì i sui laboratori in viale Bligny, 28 ed in seguito ha fondato la FAAO (Fabbrica Italiana Abbozzi Orologeria) con sede in corso Como, 10. Domenico studiò e si diplomò orologiaio a Bienne, in Svizzera. Quando tornò in Italia portò a Milano la tecnologia per fare i movimenti meccanici degli orologi; in OISA ha progettato e costruito diversi calibri, 10& 1/2 , 6&3/4 x8 e tanti altri che vennero montati su orologi di vari i marchi come OISA, XEMEROS, YARI. In FAAO ha progettato 7&3/4, 10&1/2, 11&1/2, 13 linee; tutti ottimi movimenti ad ancora da 17 o 19 rubini, antichoc (Incabloc), oltre al 10&1/2 di cui esisteva anche una versione più economica a coppiglie (gupilles). Fabbricando i pezzi alla FAAO commercializzò altri suoi marchi tra cui: LA PONSINE, LA TORASSE, DAMENTZ, DAMIETZ, CHATELARD e altri; oltre a produrre orologi finiti col marchio dei clienti, ad esempio il NACAR. La figlia e il nipote, Carlo Boggio Ferraris, hanno proseguito l’attività di Domenico Morezzi per 10 anni dopo la morte del fondatore di OISA, fino al 1978, anno in cui la concorrenza degli orologi elettronici e delle meccaniche a basso prezzo stavano avendo la meglio su molti costruttori indipendenti; era un mercato in forte cambiamento. Domenico Morezzi è stato il primo e unico italiano a progettare e costruire in ogni sua parte orologi completi in Italia; i suoi prodotti erano di fascia media ed anche alcune aziende svizzere montavano i movimenti italiani che furono costruiti in circa 4’000’000 di pezzi ed adesso sono piuttosto ricercati dai collezionisti. Per saperne di più ascoltate il nostro podcast: Orologi vintage: investimento calcolato o anacronismo?