Artigianato

Prog and Frogs Music Festival, due giorni nel Parco del Ticino per riascoltare le sonorità degli anni ’60 e ’70

Sabato 25 e domenica 26 Maggio torna a Cascina Caremma (Besate, Milano) il Prog and Frogs Music Festival, giunto alla Sesta Edizione. Prog and Frogs è una rassegna unica nel suo genere per la scelta della location, la qualità del cartellone e l’ideazione da parte di tre realtà differenti: l’imprenditoria sul territorio di Gabriele Corti (Cascina Caremma), la discografia indipendente e progressiva di Matthias Scheller (AMS Records), l’esperienza radiofonica di Renato Scuffietti (Radio Popolare). Prog and Frogs, orgogliosamente ad ingresso libero, all’aperto ma al coperto, recupera il clima, lo spirito e gli umori dei festival anni ’60 e ’70, quando la musica legava meditazione, arte, cultura e protesta. Immersa nel Parco del Ticino, Cascina Caremma è una realtà partita nel 1988 con la conversione dei terreni al metodo di produzione biologico, divenuta nel corso degli anni un apprezzato agriturismo ma soprattutto un laboratorio di idee e iniziative per la tutela e la valorizzazione del territorio. I concerti si terranno in Caremma al Molino, a pochi minuti dalla cascina, dove un tempo un vecchio mulino serviva i campi della zona. Programma Sabato 25 Maggio dalle 18.00 si parte con tre straordinarie formazioni, tra le più importanti del rock progressivo italiano: Ombra della Sera, Ellesmere & David Jackson, Osanna & David Jackson. L’apertura del collezionista e divulgatore mediatico Mox Cristadoro con i suoi Rock Tales, dedicati agli inquieti sentieri dello sceneggiato televisivo anni ’70, introdurrà al primo gruppo, L’Ombra della Sera. Si tratta di un ensemble di misteriosi musicisti, autori di un unico disco nel 2012, tornati nel buio e ora riemersi per il loro primo concerto, che omaggeranno le sigle di alcuni storici sceneggiati anni ’70 come Gamma, Ritratto di donna velata e Il segno del comando, progressive con un tocco dark/gotico e un omaggio a maestri come Enrico Simonetti, Riz Ortolani e Berto Pisano. Completamente diverso, sinfonico, romantico e luminoso, il progressive degli Ellesmere, progetto capitolino ideato da Roberto Vitelli: autori di quattro album e di un disco dal vivo, gli Ellesmere sono apprezzati in tutto il mondo anche per la partecipazione di giganti come il cantante John Wilkinson e […]

Gli Alterbej 2023 diventano una piacevole tradizione

Quest’anno sul Cavalcavia Bussa si svolge la 15a edizione della fiera degli Obej Obej Alternativi, gli Alterbej, la fiera che raduna artigiani creativi votati al recupero di oggetti che ormai hanno terminato il loro ciclo di vita, come parti meccaniche logore espiantate da vecchie biciclette, automobili, lucidatrici degli anni ’50 e tanti altri marchingegni obsoleti; oggetti che nella loro nuova funzione diventano belli e affascinanti al punto da essere messi in mostra sul corpo umano come moderni bijoux, oppure per fare bella mostra in casa e trasformarsi in lampade e altri oggetti da arredo in stile cyberpunk. Parti elettroniche sfruttate che anziché andare al macero prendono le forme più strane e talvolta diventano un po’ sconcertanti ma finiscono immancabilmente per impreziosire corpi di umani di tutte le età. Una delle idee più ingegnose è stata messa in pratica da un ragazzo romagnolo del faentino che converte le teste delle vecchie chiavi in medagliette di metallo su cui si possono incidere il nome o gli altri dati relativi al proprio cane. C’è chi commercia piante, semi, oli essenziali, ghirlande natalizie, dischi usati, CD, libri usati, segnalibri misteriosi semipreziosi, vino, miele, focacce e torte salate, cappellini di lana fatti a mano, cappotti usati arricchiti da grafiche spaziali, pelletteria, borse artigianali, cinture, giochi per bambini, macchine da cucire usate, fotocamere e cineprese degli anni ’30… Sul cavalcavia Bussa c’è di tutto e ognuno sarà in grado di trovare l’oggetto introvabile o la sorpresa che non si sarebbe mai aspettato di cogliere altrove e forse nemmeno di immaginare che potesse esistere. Il popolo senza padroni degli artigiani e dei banchetti del mercatino di Natale più bello di Milano ha sempre tempo di spiegarti dove ha trovato un coltello tuareg un po’ arrugginito o perché puoi star sicuro che nessuno ti sta tirando un bidone. C’è perfino chi, come Luca mi ha spiegato come fare il sapone fatto in casa. Per ottenere Kg 1 di sapone si parte da gr 1000 di olio d’oliva extravergine, ma visto i costi attuali dell’olio di qualità e l’inesperienza di chi come me non ha mai provato prima ad ottenere […]

Davide Munaretto è uno degli ultimi orologiai capaci di ricostruire pezzi antichi, restaurare orologi e pendole

Mi chiamo Davide Munaretto, sono di Milano, sono appassionato di orologeria e altre materie scientifiche. Ho effettuato studi di meccanica; oltre che di orologeria mi occupo anche di elettronica e di elettrotecnica. Ho un laboratorio di orologeria sito in Milano, in zona Bovisa, specializzato nella riparazione e nel restauro conservativo di orologi antichi e pendoleria, una tradizione che si rinnova da tre generazioni. L’orologeria è sempre stata una tradizione di famiglia iniziata nel primo dopoguerra da mio nonno che dopo essersi trasferito in Svizzera aprì un laboratorio di restauro. I miei genitori rimasero a Milano, dove io nacqui nel 1968. La mia infanzia è intrisa di grandi attrattive e l’orologeria meccanica, l’elettrotecnica e l’elettronica sono da sempre i miei giochi preferiti; ho seguito con grande interesse i lavori del nonno e crescendo decisi di studiare meccanica, ma spinto dai miei familiari, terminati gli studi, intrapresi un cammino aziendale come progettista meccanico, per diventare poi il direttore commerciale di una ditta attiva nel settore dell’illuminotecnica, carica che ho occupato per circa un ventennio. Gli studi mi hanno portato a comprendere in modo molto approfondito quello che avevo imparato da bambino e l’orologeria finì per diventare una materia di approfondimento e un hobby costante. Dopo la morte di mio nonno, il laboratorio e le attrezzature rimasero ferme finché un giorno, la crisi economica e la situazione congiunturale in cui da tempo si trova il Paese portò ad una riduzione del personale nell’azienda per la quale lavoravo. Questa fu la svolta decisiva per ridare forza e vigore al nome e al ricordo del mio caro nonno e cosi decisi di dare vita alla DM Orologeria, un laboratorio che potesse fondere in sé la tradizione e l’innovazione, scostandosi anche in modo irriverente dai canoni dell’orologeria classica sfruttando tecnologie nuove in modo massivo e inusuale. In pochi anni l’azienda penetra nel tessuto milanese stringendo importanti rapporti di collaborazione con i più noti nomi legati all’orologeria di alta gamma e si distingue per le capacità risolutive e progettuali e nel restauro conservativo dell’orologeria antica, settore quest’ultimo in via di estinzione nella tradizione italiana. In breve tempo sono arrivato a stringere un rapporto di […]