A Venezia: Auber 89, il film documentario di Giuseppe Schillaci che ci racconta la periferia parigina di 40 anni fa

A Venezia: Auber 89, il film documentario di Giuseppe Schillaci che ci racconta la periferia parigina di 40 anni fa

Accompagnato dal regista, Fatsah ripercorre i propri ricordi con un misto di emozione e umorismo, in una storia che è al tempo stesso lucida e sottilmente drammatica. Schillaci gioca sull’ambiguità della memoria stessa, intrecciando archivi comunali, filmati amatoriali, immagini dell’INA, spot pubblicitari e video musicali per seguire l’alternarsi dei ricordi di Fatsah. Chi è il regista Giuseppe Schillaci Giuseppe Schillaci è regista e scrittore, nato a Palermo e residente a Parigi, il suo lavoro è stato premiato nei principali festival internazionali. Il suo precedente documentario Bosco Grande (2024) è stato presentato in anteprima alle Giornate degli Autori del Festival del Cinema di Venezia, si è aggiudicato il Gran Premio alla Competizione Nazionale del FIPADOC di Biarritz. Parallelamente alla sua attività di regista, ha pubblicato due romanzi e collabora con le principali riviste letterarie italiane e francesi. FILMOGRAFIA 2026 Auber 89 (doc) 2024 Bosco Grande (doc) 2022 Il Modernissimo di Bologna (doc) 2021 Zabut (cortometraggio) 2019 Transhumance (VR, cortometraggio) 2017 Tranzicion – arte e potere in Albania (doc) 2016 L’ombra del padrino – ricerche per un film (doc) 2013 Apolitics Now – tragicommedia di una campagna elettorale (doc) 2011 Cosmic Energy Inc. (doc) 2009 The Cambodian Room – situazioni con Antoine D’Agata (doc) Sinossi di Auber 89 Dopo che un incidente ha causato all’attore Fatsah Bouyahmed una perdita di memoria, filmati d’archivio inediti provenienti da Aubervilliers – il complesso residenziale alla periferia di Parigi dove è cresciuto – iniziano a ricollegarlo sia al suo passato personale sia alla memoria collettiva della sua comunità. Girate negli anni ’80 durante un ambizioso progetto di riqualificazione urbana, le immagini ritraggono un quartiere impegnato a migliorare le proprie condizioni di vita e a immaginare un futuro migliore. Mentre Fatsah rivede quei filmati quarant’anni dopo, riaffiorano i ricordi della famiglia, dell’amicizia, della musica e della vita quotidiana, insieme alle tensioni sociali dell’epoca: l’ascesa del razzismo, la disuguaglianza e l’esclusione. Muovendosi tra passato e presente, Auber89 rivisita un fugace momento di speranza prima che la disillusione ridisegnasse la periferia parigina, mentre le texture della televisione e delle videocassette VHS radicano la storia nel mondo sensoriale degli anni ’80. Note […]

Nuovo design per la Stazione Centrale di Milano entro il 2027

“Ogni viaggio inizia e si conclude in una stazione; ovvio, ma fa piacere ricordarlo in questa circostanza, constatando quanto il buon risultato di un viaggio dipenda dalla qualità delle stazioni”. Le biglietterie torneranno finalmente nella Galleria storica, inoltre avremo un nuovo sistema di illuminazione e spazi ripensati per oltre 260 mila persone al giorno: così lo studio Park sta per ridisegnare il secondo principale hub ferroviario italiano a 120 anni dalla posa della prima pietra, inaugurato il 1° luglio 1931. A partire dall’estate del 2027, chi arriverà a Milano troverà una Stazione Centrale molto diversa da quella che conosce oggi. Grandi Stazioni Retail e FS Sistemi Urbani hanno infatti presentato il progetto di riqualificazione da 20 milioni di Euro che interesserà il piano terra e il mezzanino dell’edificio progettato da Ulisse Stacchini. Park Associati srl di Milano, lo studio selezionato attraverso un concorso ad invito promosso da Grandi Stazioni Retail. La scelta dello studio Milanese non è di certo casuale: da oltre venticinque anni Park lavora sul tema della trasformazione dell’esistente e negli ultimi anni ha firmato alcuni dei più rilevanti interventi sul patrimonio moderno della città, dalla Torre Michelangelo alla Torre della Permanente fino al recupero di Palazzo Galbani. Park ha vinto numerosi premi, tra cui il premio Architetto Italiano 2024 assegnato dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori. Queste le motivazioni progettuali del “redesign” di Park Associati, che servono a giustificare le scelte tecniche, formali e strategiche adottate: dialogo tra eredità monumentale e futuro. Intervenire all’interno di Milano Centrale significa confrontarsi con uno dei luoghi più iconici della città e, al tempo stesso, con uno dei più complessi sistemi urbani. Ogni giorno centinaia di migliaia di persone attraversano la stazione non soltanto per viaggiare, ma per incontrarsi, lavorare, sostare, accedere a servizi e vivere una parte significativa della propria esperienza urbana. Sviluppato a seguito della vittoria di un concorso privato a inviti promosso da Grandi Stazioni Retail, il progetto di Park per il ridisegno del piano terra, (Galleria delle ex Biglietterie) e del mezzanino nasce da una riflessione sul ruolo contemporaneo delle stazioni ferroviarie. Se storicamente […]

Preoccupanti interrogativi sul recente furto delle opere di Antonello da Messina

Nadir Bisan, architetto amante dell’arte, già conosciuto al pubblico di Radio Atlanta per il suo contributo alla conservazione delle opere della Stazione Centrale di Milano durante la ristrutturazione del 2005-2010, ha scritto per noi questo articolo sul pittore siciliano che a ferragosto  è balzato all’attenzione delle cronache per la facilità di come 4 sue opere sono state trafugate dal MuMe di Messina. Antonello da Messina è stato un pittore italiano del XV secolo, nato presumibilmente nel 1430 a Messina, in Sicilia, e morto nel 1479 a Venezia. La sua breve vita è stata segnata da un notevole contributo all’arte rinascimentale, in particolare alla pittura a olio. Antonello iniziò la sua formazione artistica nella sua città natale sotto l’influenza della scuola fiamminga e italiana. La sua abilità nel dipingere con la tecnica ad olio, importata dai pittori fiamminghi, lo rese presto uno degli artisti più ricercati del suo tempo. Nel 1457, Antonello viaggiò a Napoli, dove entrò in contatto con la vivace scena artistica locale e acquisì una maggiore comprensione degli stili italiani. La sua opera più celebre è “Crocifissione” (1455-1458), che mostra la sua maestria nell’uso della prospettiva e la sua attenzione ai dettagli. Tuttavia, Antonello è particolarmente noto per i suoi ritratti, che sono caratterizzati da un realismo dettagliato e uno sguardo penetrante. Tra i suoi ritratti più famosi ci sono quelli di “Uomo con turbante” e “Ritratto di giovane uomo”. Verso il 1475, Antonello si trasferì a Venezia, dove continuò a dipingere e a influenzare gli artisti locali. La sua presenza nella città lagunare contribuì a diffondere la tecnica dell’olio, che divenne presto una caratteristica distintiva della pittura veneziana. Antonello da Messina, con la sua maestria tecnica e il suo approccio innovativo alla pittura, ha giocato un ruolo cruciale nel trasformare la scena artistica italiana del XV secolo. Il suo viaggio a Venezia segnò un momento significativo nella sua carriera e influenzò profondamente lo sviluppo dell’arte nella città lagunare. Durante il suo soggiorno a Venezia, Antonello non solo continuò a dipingere ritratti di straordinaria bellezza e precisione, ma introdusse anche nuovi elementi nella sua opera. La sua attenzione alla […]

Moonlite Mood – Riflessioni Lunari in Musica

Moonlite Mood è un cratere pieno di note vicine che arrivano da molto lontano, riflessioni lunari che si fanno musica per l’unico programma radiofonico che trasmette da un remoto distaccamento ubicato sul satellite dell’orbita terrestre. La voce della stazione è quella del radionauta Marco Bercella, che vi accompagnerà tra flussi chiaroscurali verso la notte di Radio Atlanta Milano. L’idea, un po’ ambiziosa, è quella di partire dalla radio che fu di Popoff, Per Voi Giovani e Raistereonotte e di portarla alle orecchie del nuovo millennio.

Lettera: a Venezia il sogno comune di una collezionista e di una curatrice d’arte

Palazzo Bragadin Carabba, Calle Scaleta 6039 – Venezia – Campanello “Colussi” Festa Inaugurale: MARTEDI 5 MAGGIO 2026, dalle 18:00 alle 22:00 Giulia e Elena, insieme agli artisti, aspettano a Venezia martedì 5 maggio 2026 gli amici e gli ascoltatori di Radio Atlanta Milano per un incontro festoso nella casa e tra le opere. Un incontro che segna l’inizio di un viaggio che durerà tutto l’anno. Perché la casa si aprirà su appuntamento, con possibili visite e iniziative culturali che creeranno una finestra speciale sull’arte giovane. E il viaggio proseguirà anche al di fuori della casa, perché LETTERA prenderà le ali attraverso il libro e quindi si sposterà altrove, seguendo un itinerario tracciato dall’amicizia e dal puro sentimento per le cose. A Venezia, al secondo piano di Palazzo Bragadin Carabba, Giulia Colussi – collezionista libera e appassionata – ha appena allestito una sua casa. All’ingresso, due salette le ha dedicate ad accogliere l’arte giovane. Quella emergente, ma anche quella che è appena venuta al mondo. Talvolta le metterà in relazione con espressioni artistiche già consolidate o addirittura storiche, per offrire una visione ‘aperta’ ma soprattutto per mettere in luce il valore di giovani che meritano essenzialmente spazio e voce, al di là delle dinamiche e delle complessità del sistema dell’arte. Programmando un primo appuntamento in occasione dell’apertura della Biennale di Venezia 2026, Giulia ha voluto presentare tre artisti: Elisa Bertaglia, Andrea Fais e Mario Uliassi. Ma non solo… Perché questa non sarà la classica mostra allestita nella casa di una collezionista, impostandosi piuttosto come un progetto culturale, un appuntamento che ogni anno in occasione della Biennale (Arte e Architettura) si riproporrà con la stessa modalità ma con contributi sempre nuovi. Navigando nei territori dell’arte, Giulia ha incontrato Elena Re. In un rapporto fatto di affinità e gioia di lavorare insieme, le ha chiesto di condividere questo progetto e portare con sé la sua esperienza ma anche il suo sguardo di critico d’arte e curatrice indipendente. Le opere degli artisti proposti da Giulia vengono approfondite, selezionate insieme a Elena, e quindi allestite in questa casa veneziana. E così, in uno scenario simile, Giulia e […]

Area 51 Club Chart – 17 maggio 2025

“Area 51 Club Chart” è la classifica dance ideata, selezionata, mixata e condotta da Lo Zio in onda ogni sabato dalle 15 su Radio Atlanta Milano. AREA 51 CLUB CHART – Red Zone edition – che contiene tutte le canzoni che hanno raggiunto la top 3 della classifica.

“Megalopolis” e “Il silenzio di Pound” a confronto

Ama il mestiere che hai imparato e contentane. Passa il resto della tua vita come chi ha affidato con tutta l’anima agli dèi le proprie cose, senza farti mai tiranno né schiavo di nessuno. (Marco Aurelio, Memorie) Una “favola” nel vero senso latino del termine (fabula) l’ultimo film di Francis Ford Coppola, Megalopolis, cioè un grande racconto che solo dagli States poteva emergere e non certo da un’Europa devitalizzata, autodissolutiva e confusa. Gli Usa celebrano le loro radici imperiali e neoclassiche nel ricordo visionario della Roma delle lettere e dei Cesari. I protagonisti di questo straordinario film futurista e futuribile si chiamano Cicerone, Catilina, Clodio e la lotta per il potere e per la sopravvivenza/reinvenzione dell’Impero (contro le minacce neosovietiche dall’etere) non può che parlare latino e non più inglese, ma pure non può non rievocare il grande Bardo inglese nella messa in scena dei discorsi-spettacolo del potere stesso. Guardando questo film ho pensato alle ragioni della potenza (nonostante tutto) della declinazione liberale dell’Impero, cioè del sistema-Occidente. Lo stesso pensiero lo facevo mentre ascoltavo Alain Elkann celebrare il genio di Ezra Pound nella presentazione a Brera del suo libro: Il silenzio di Pound. Allora ho capito: il Liberalismo vince nonostante i suoi errori, la sua corruzione, le imposizioni fallimentari e pericolose di un modello unico di sviluppo, il colonialismo totalizzante e il suo vuoto spirituale interno sempre più assordante proprio perché, come l’antica Roma, così la Megalopolis-Babilonia-Roma di oggi (e del futuro) sa meglio di tutti comprendere l’avversario, replicarlo, imitarlo, captarne le energie spirituali e farle proprie. L’Impero liberale è un immenso specchio fluido e metamorfico che riproduce fedelmente le potenzialità e le virtù dei suoi nemici intrappolandoli nei fantasmi delle loro imitazioni. Gli avversari del Liberalismo così vengono sottilmente indotti a combattere contro fantasmi che sono loro stessi e non il cuore del Sistema odiato che li sopravanza e anticipa (quasi) sempre. La New York-Babilonia del futuro parla latino e di Roma ha compreso quello che l’Europa ha dimenticato: il carisma erotico-politico, la ritualità spettacolare, la messa in scena cerimoniale del potere e di un potere che parla a […]

Il trionfo di Trump (Saturno)

Sarà davvero l’età dell’oro dell’America… abbiamo molto oro liquido… (Donald Trump, Discorso di Palm Beach – 6.11.2024) Fra il mistero e l’assurdo occorre scegliere, e io ho scelto (Gustave Thibon, Ritorno al reale) Otto anni fa il 16 novembre 2016 scrissi su Meer un articolo dove giocavo a sovrapporre ai grandi politici americani le figure delle divinità greche e giungevo a vedere Trump quale epifania di Zeus, accostandolo anche all’immagine della Fenice. Il tema fu azzeccato: oggi nel 2024 Trump trionfa anche in Arizona, il cui emblema è la Fenice e ritorna a volare, come le fenici del Mito. Più che Zeus oggi Trump mi sembra rievocare il potente immaginario del padre di Zeus: Kronos-Saturno. Se analizziamo il suo primo discorso, quello di ringraziamento che ha tenuto il 6 novembre a Palm Beach quando i risultati davano per evidente il suo grande successo possiamo sottolineare due aspetti innovativi e rivoluzionari che ci permettono tale audace accostamento: il 47esimo Presidente degli Usa e l ‘antico numero greco-romano, il più misterioso e occulto fra gli dei il cui immaginario ha influenzato l’iconografica artistica per duemila anni e persino l’arte misteriosa dell’alchimia l’ha preso come efficace e fascinoso emblema di sapienza. In primo luogo, ecco una forte risonanza: il primo discorso di Trump-Saturno viene tenuto in un luogo chiamato “la spiaggia della palma” e il termine “palma” in greco indica il color porpora quanto la mitica Fenice, cioè rinvia alla solarità di Apollo nordico quanto all’archetipo del potere quale forma di fasto e prosperità. Il prossimo Presidente americano ha tenuto un discorso che ha manifestato due polarità saturnine fondamentali: la pace e l’oro. Il trionfatore (312 grandi elettori) ha promesso non solo l’assenza di nuove guerre ma la chiusura veloce delle guerre in corso, iniziando proprio dalla terribile guerra russo-ucraina. Una promessa audace e rivoluzionaria che nessun Presidente al mondo si sognerebbe di azzardare e che connetterà Trump a Saturno quale nume della pace, dell’armonia, della fratellanza, dell’unità delle origini del mondo. Con l’audacia della pace il nuovo Presidente si pone in senso positivamente apocalittico-escatologico quale neo-augusteo-virgiliano “rinnovatore del secolo” e restauratore dell’Ordine: […]

Un nuovo sistema diagnostico basato su tecnologia GDV derivata dalla lettura di immagini ottenute dalla Camera Kirlian ci consentirà di fare previsioni mediche attendibili prima che emerga la malattia

Nel 1939, mentre riparava apparecchiature per elettroterapia ad alta frequenza nel suo laboratorio a Krasnodar, in Russia, l’inventore ed elettricista Semyon Davidovich Kirlian fece una scoperta spettacolare. Quando attaccò un elettrodo scintillante alla sua mano e poi la appoggiò distrattamente su una lastra fotografica, la lastra rivelò l’immagine di un alone luminoso, blu, a forma di mano. Si è scritto molto di questo episodio e ancora oggi non si sa esattamente che cosa sia effettivamente capitato; pare  tuttavia che questa scoperta accadde in modo completamente fortuito e fosse destinata ad aprire un futuro pieno di speranze per le applicazioni delle immagini ottenute per mezzo delle attrezzature sviluppatesi in seguito. Nel corso di diversi anni, Kirlian e sua moglie Valentina, giornalista, migliorarono le apparecchiature che consentivano di visualizzare anche oggetti in movimento, creando effetti visivi abbaglianti. Incoraggiati dalle visite di dignitari scientifici, i Kirlian si convinsero che le loro immagini bioluminescenti mostravano una forza vitale o un campo energetico che rifletteva gli stati fisici ed emotivi dei soggetti viventi esaminati e attraverso queste immagini si pensò di poter persino diagnosticare malattie. Nel 1961 pubblicarono il loro primo articolo, sul Russian Journal of Scientific and Applied Photography, così la loro storia raggiunse l’Occidente tramite il libro del 1970 Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain. L’articolo evidenziava come la pellicola potesse essere esposta in completa oscurità ponendola tra due elettrodi caricati ad alta tensione. Le immagini ottenute dai coniugi Kirlian colpirono la sensibilità e la fantasia della dottoressa Thelma Moss, una parapsicologa appassionata di terapia con LSD presso l’Università della California, a Los Angeles. Moss fece diversi viaggi per incontrare i Kirlian in URSS, dove le loro tecniche venivano prese molto sul serio e utilizzate nella ricerca spaziale. Particolarmente impressionanti furono le affermazioni secondo cui quando una foglia viene tagliata in due l’immagine Kirlian è in grad di mostrare anche il contorno della metà mancante che persiste per un po’ di tempo prima di svanire, suggerendo così la presenza di un “corpo energetico”. Moss considerava le immagini dei Kirlian prove documentali dei corpi sottili e delle aure descritte dai mistici e le usava per promuovere idee tradizionali sulla guarigione […]

Danni permanenti sui geoglifi del deserto di Atacama in Cile

Negli ultimi anni sempre più veicoli fuoristrada arrivano nel deserto di Atacama e attraversano facilmente le incisioni storiche, che possono essere lunghe fino a 120 metri, come il gigante di Atacama, anch’esso segnato dal passaggio di veicoli di vario tipo. Grandi cartelli nella zona indicano la loro posizione eppure molti viaggiatori, pseudo-sportivi e avventurieri non si curano di quello che è un patrimonio storico inestimabile e rovinano i famosi disegni che risalgono al periodo precolombiano. Purtroppo, nuovi filmati di droni testimoniano che sempre più spesso vengono fatti danni permanenti. Dove si passa è inevitabile lasciare il proprio segno e questa è una decisione che provoca conseguenze permanenti sui geoglifi e sulla storia di questo paese, ha scritto l’Atacama Desert Foundation. I geoglifi di Alto Barranco nella regione cilena di Tarapacá sono stati tagliati con decine di tracce di pneumatici e se non si correrà ai ripari si questi disegni zoomorfi e geometrici andranno presto perduti. Quando all’inizio di settembre la Atacama Desert Foundation ha pubblicato sui social network i danni causati da vari veicoli a motore ai geoglifi di Alto Barranco nella regione di Tarapacá, nel Cile settentrionale, ci sono state ripercussioni globali. “Le immagini sono davvero scioccanti per l’entità del contatto”, afferma Gonzalo Pimentel, direttore della ONG cilena. Secondo il Ministero dei beni nazionali, le incisioni un tempo fungevano da fari di navigazione. Le figure sono considerate monumenti archeologici e includono raffigurazioni di esseri umani e animali, nonché motivi geometrici. Il sito archeologico è rimasto in condizioni così straordinarie per secoli grazie al clima secco e alle condizioni del deserto. Nella zona la pioggia cade raramente, quindi l’attività umana è la principale minaccia alla conservazione dei geoglifi. “Quando abbiamo visto il filmato del drone, non potevamo crederci”, ha detto l’archeologo Gonzálo Pimentel, presidente dell’Atacama Desert Foundation. “Questo paesaggio è rimasto lo stesso per 25 milioni di anni”, ha aggiunto, notando che “proprio come i geoglifi, le tracce dei veicoli rimarranno lì per sempre”. Le prove visive, scattate con telecamere aeree, mostrano come le figure di quattro metri elaborate dai popoli andini preispanici sulle pietre di Alto Barraco più di 1000 anni fa, vengano […]