NATO

La deterrenza nucleare è una scommessa che si può perdere con gravissime conseguenze

Iniziamo col chiarire che la cosiddetta deterrenza nucleare o dissuasione atomica non dà alcuna certezza che un conflitto a bassa intensità (quando mai una guerra non è un evento atroce e spietato?) non possa sfociare in una guerra totale estremamente distruttiva, capace di riportare l’umanità residua indietro nel tempo di secoli se non addirittura millenni. C’è sempre una delle parti belligeranti che crede di essere meglio armata o che pensa di disporre di una tecnologia militare migliore, di un numero maggiore di testate atomiche, di missili balistici più veloci o di un sistema antimissile più efficace e si sente in qualche modo più forte e avvantaggiata a livello tecnologico o per qualche altra ragione. La dissuasione atomica si basa sulla possibilità di poter sferrare un attacco missilistico o di altro genere oppure di poter effettuare un contrattacco di rappresaglia che il nemico non riuscirebbe ad annullare ed in entrambi i casi il risultato finale porterebbe alla parziale, o più probabilmente, alla completa distruzione della vita sul pianeta e all’impossibilità di ripristinare una normale esistenza umana o animale, a seguito anche del cosiddetto inverno nucleare. Si ritiene che l’inverno nucleare possa essere un periodo di tempo prolungato, forse anche di alcuni decenni, che seguirebbe le esplosioni nucleari e la ricaduta di materiale radioattivo nell’atmosfera terrestre e poi sulla sua superficie, a seguito di tempeste di fuoco e polveri letali. La temperatura sul pianeta si raffredderebbe a seguito dell’impossibilità per la luce solare di penetrare i diversi strati dell’atmosfera, per cui il nostro pianeta diventerebbe un luogo invivibile anche per chi avesse avuto la sventura di sopravvivere ad una guerra atomica. Forse sarebbe più corretto parlare di scommessa atomica, anzi che di dissuasione atomica, anche perché non è detto che una nazione non possa pensare ad una soluzione di  distruzione totale qualora ritenesse che la sua popolazione e la sua cultura rischiassero di essere eliminate definitivamente da un nemico, o da una coalizione di nemici, che possono contare su armamenti convenzionali schiaccianti che potrebbero mettere in atto un progressivo genocidio. Come tutti ben sappiamo, il mondo sta vivendo in una situazione molto delicata, le guerre […]

Le ragioni che hanno scatenato l’Operazione Militare Speciale del Cremlino spiegate da Ramzan Akhmatovich Kadyrov

“Se un combattimento è inevitabile, devi colpire per primo” V.P. Questa è una frase del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin che ci fa comprendere come la situazione geopolitica attuale possa essere molto grave. È stata citata da Ramzan Kadiyrov, il combattente ceceno figlio del Presidente della Cecenia morto nel 2004. Ecco che con le sue parole ci spiega le ragioni delle azioni militari russe che forse ci stanno preannunciando l’inizio della Terza Guerra Mondiale, mentre in Italia i politici discutono del prezzo della benzina. Sono passati più di 30 anni dalla fine della Guerra Fredda. È stato davvero tanto tempo fa. I ricordi di quell’epoca, come un vecchio cinegiornale, emergono con colori sbiaditi, suoni ovattati e manufatti caratteristici di un film danneggiato dagli anni. Tuttavia, il 1991 sarà la fine definitiva di una pacifica convivenza. Ho solo 15 anni. E quello che io e la mia gente dovremo passare non mi viene nemmeno in mente. Siamo cittadini dell’URSS, in cui non c’è divisione in nazionalità, dove tutti sono fratelli l’uno per l’altro e la “quinta colonna” sul passaporto non significava assolutamente nulla. La città di Grozny è grande e pacifica, il cui simbolo era la pianta Krasny Molot. Ettari di aree industriali, dove il lavoro non si fermava per un minuto. I lavoratori sono semplici lavoratori sovietici: ceceni, russi, ingusci, ucraini, ebrei, georgiani, armeni e tutti gli altri rappresentanti dell’orgoglioso popolo sovietico, che perseguivano un solo obiettivo: glorificare il glorioso nome ceceno Inguscezia, fornendo prodotti che sono stati orgogliosamente incisi “Made in Grozny” in tutti gli angoli remoti della nostra patria. Tale era la mia bellissima e amata Grozny, che tra poco sarà dipinto con i colori scarlatti del sangue dei civili. È da allora che questi guai riguarderanno ciascuno di noi, indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione e dal luogo di residenza. La guerra è arrivata a casa mia. E ogni giorno dovevamo prendere decisioni difficili. Decisioni che sarebbero semplici se il loro esito riguardasse solo me e la mia famiglia. Ma quando il destino di un’intera nazione dipende dalla tua parola, allora arriva una chiara consapevolezza e comprensione del termine […]

Roger Waters: la NATO sta aiutando i neonazisti ucraini ad alimentare la guerra e a provocare massacri

La diciannovenne ucraina Alina Mitrofanova, fan dei Pink Ployd e di Roger Waters, ha recentemente scritto una lettera all’artista inglese, nella speranza che questi contribuisse con le sue parole a sensibilizzare l’opinione pubblica occidentale per fare pressione sui propri governi a decidere di espandere la guerra a tutto il pianeta schierando militarmente e attivamente le forze della Nato contro la Confederazione Russa. Roger si è dimostrato molto saggio ed ha spiegato alla ragazza come la violenza vada sempre evitata. Di seguito troverete la lettera di Alina e la risposta di Roger. Ciao! Mi chiamo Alina Mitrofanova, ho 19 anni e vivo in Ucraina. Oggi il mio paese sta resistendo all’invasione russa e alla vera guerra iniziata dal presidente russo e guidata dall’esercito russo. Sono un grande fan dei Pink Floyd e di Roger Waters, ed è stato molto importante per me ascoltare l’opinione di Roger su tutta questa situazione. Può non sembrare così urgente e critico, perché questa guerra può essere considerata solo come il “nostro problema”, ma purtroppo diventa rapidamente una catastrofe per l’intera Europa e per il mondo intero. La guerra è iniziata 11 giorni fa e ogni giorno sentiamo sirene che segnalano bombe lanciate dagli occupanti russi. L’aggressione della Russia distrugge il MIO Paese, uccide centinaia di adulti e bambini innocenti nel MIO Paese, e non posso spiegare quanti ucraini siano costretti a lasciare le loro case e scappare da questa follia. Le città ucraine orientali vengono distrutte dall’esercito russo, centinaia di migliaia di persone stanno evacuando e stanno diventando profughi e il loro numero aumenta ogni minuto. Soffro, come molti altri ucraini, perché fa molto male vedere come il MIO Paese diventi un obiettivo militare per la Russia e il suo leader pazzo, convinto che ci siano dei “neo-nazisti”, che devono essere uccisi. È assolutamente falso, perché vivo qui e posso dire al 200% che non ci sono persone del genere lì! Chiedo a Roger di parlare pubblicamente di questa guerra, perché ancora non riesco a capire come una persona, che ha scritto un numero significativo di testi contro la guerra, non abbia ancora parlato di tragedia. Inoltre, comprendo […]

La supremazia strategica e tecnologica russa ha indotto Putin ad un intervento militare in Ucraina prima che la NATO minacciasse Mosca con nuovi missili a due passi da casa sua. Ne parleremo con Nicolai Lilin

“L’America deve capire che la sua egemonia è finita. Adesso è il momento del dragone cinese; i russi e la vecchia Europa devono essere lasciati in pace. Noi civili dobbiamo ripudiare le guerre come è scritto nella costituzione italiana.” Nicolai Lilin Il mondo è diventato un luogo sempre più strano dove vivere: i veterani dei campi di battaglia che conoscono le insidie della guerra si esprimono con parole sagge e cercano di far capire, a chi non li conosce, quali siano i pericoli delle armi; mentre politici, affaristi e uomini senza scrupoli, spinti dall’avidità per guadagni smisurati sobillano eserciti e popoli sull’orlo del baratro nucleare. Personalmente, già due anni fa, in occasione della diretta del 19 marzo 2020: “Paure, Complotti & Virus” ebbi l’impressione che il mondo si stesse preparando ad andare in guerra con schieramenti di forze non ancora del tutto chiari, ma che sembravano coinvolgere Russi e Cinesi contro l’Occidente. Ricordo che in quel periodo Donald Trump in modo prepotente ed un po’ sprezzante stava organizzando “esercitazioni” in Polonia, a ridosso dei confini bielorussi e dava fiato ai motori dei bombardieri strategici Northrop Grumann B2 Spirit di stanza in Portogallo. Il luogo su cui si concentravano le attenzioni della NATO era la striscia di terra nota come Suwalki Gap (tra Polonia e Lituania), un tratto di terra lungo circa 65 chilometri, da sempre conosciuto per essere difficile da difendere. La Suwalki Gap unisce Kaliningrad alla Bielorussia e rappresenta l’unico collegamento terrestre che consente di trasferire gli approvvigionamenti militari nei Paesi Baltici dalla Polonia e dagli altri membri della NATO. Nel marzo del 2020, in molti ci chiedemmo perché nonostante la pandemia di Covid 19 in corso non sia stato possibile rinviare quelle esercitazioni che hanno coinvolto circa 70’000 soldati provenienti da USA; UK; Polonia; Romania e Croazia. Qual era lo scopo di quei movimenti di truppe? Di solito le grandi manovre militari hanno varie finalità: dalla prova di muscoli allo schieramento preventivo di forze che possano dissuadere il nemico a fare certe mosse, oppure ad avvisarlo che si è a conoscenza del fatto che si sta preparando ad agire su un determinato territorio. Naturalmente, […]