OISA

In Corso Como 10 si festeggiano i 30 anni di un negozio all’avanguardia

Milano 30 agosto 2021. Da questa settimana e per tutto il mese di settembre 10 Corso Como festeggia 30 anni. Riconosciuto come il primo “concept store” nel mondo, 10 Corso Como ospiterà una serie di eventi per celebrare il traguardo dei 30 anni. Il 9 settembre, giorno della sua apertura a Milano nel 1991, sarà presentato un libro-quaderno che raccoglie l’intero immaginario visivo di 10 Corso Como. Con la presidenza e la capacità imprenditoriale di Tiziana Fausti e la direzione artistica, immagine e comunicazione di Carla Sozzani, 10 Corso Como continua il percorso culturale ed estetico che lo ha reso un simbolo di Milano, del Made in Italy e della creatività internazionale. Per la prima volta dopo trent’anni, in concomitanza con il Salone del Mobile 2021, 10 Corso Como apre un luogo progettuale dedicato a eventi e collaborazioni speciali con due vetrine che si affacciano su Corso Como al numero 10: 10 Corso Como Pop Up Space. In concomitanza con il Miart, sarà presentato il libro sull’opera dell’artista svizzera Hanna Villiger (1951-1997) edito da Mousse Magazine. Insieme al design la moda da sempre è protagonista in 10 Corso Como. Il 7 settembre anteprima mondiale della nuova “Green Capsule 2022” di Ports 1961 ideata dal Direttore Artistico Karl Templer, in collaborazione con Tonne Goodman, Sustainability Editor di Vogue America, nata dalla comune ammirazione per la bellezza di una semplice camicia bianca, con un forte focus sulla sostenibilità. In concomitanza con Milano Fashion Week, Tod’s presenterà in anteprima un nuovo capitolo del progetto Tod’s Factory: la capsule collection “Hender Scheme X Tod’s”, in collaborazione con il brand giapponese Hender Scheme, fondato dal designer Ryo Kashiwazaki. Dal 21 settembre 247 Fashion Hub introdurrà con un allestimento site specific nel nuovo Pop Up Space gli outfit esclusivi di Paolina Russo, fashion designer canadese formata alla St Marten’s School e vincitrice del l’Oreal Professional Young Talent. In occasione del trentesimo anniversario 10 Corso Como proporrà una serie di nuovi progetti cobranding/limited-edition, frutto della collaborazione con alcuni dei più interessanti marchi di ricerca in Italia e nel mondo. CALENDARIO Design Week 2021 1 settembre, Fornasetti 2 […]

Domenico Morezzi, il milanese che per 30 anni vendette orologi agli svizzeri

Nel 1937 Domenico Morezzi ha fondato la OISA (Orologeria Italiana Società Azionaria)  a Milano in viale Regina Margherita; poi trasferì i sui laboratori in viale Bligny, 28 ed in seguito ha fondato la FAAO (Fabbrica Italiana Abbozzi Orologeria) con sede in corso Como, 10. Domenico studiò e si diplomò orologiaio a Bienne, in Svizzera. Quando tornò in Italia portò a Milano la tecnologia per fare i movimenti meccanici degli orologi; in OISA ha progettato e costruito diversi calibri, 10& 1/2 , 6&3/4 x8 e tanti altri che vennero montati su orologi di vari i marchi come OISA, XEMEROS, YARI. In FAAO ha progettato 7&3/4, 10&1/2, 11&1/2, 13 linee; tutti ottimi movimenti ad ancora da 17 o 19 rubini, antichoc (Incabloc), oltre al 10&1/2 di cui esisteva anche una versione più economica a coppiglie (gupilles). Fabbricando i pezzi alla FAAO commercializzò altri suoi marchi tra cui: LA PONSINE, LA TORASSE, DAMENTZ, DAMIETZ, CHATELARD e altri; oltre a produrre orologi finiti col marchio dei clienti, ad esempio il NACAR. La figlia e il nipote, Carlo Boggio Ferraris, hanno proseguito l’attività di Domenico Morezzi per 10 anni dopo la morte del fondatore di OISA, fino al 1978, anno in cui la concorrenza degli orologi elettronici e delle meccaniche a basso prezzo stavano avendo la meglio su molti costruttori indipendenti; era un mercato in forte cambiamento. Domenico Morezzi è stato il primo e unico italiano a progettare e costruire in ogni sua parte orologi completi in Italia; i suoi prodotti erano di fascia media ed anche alcune aziende svizzere montavano i movimenti italiani che furono costruiti in circa 4’000’000 di pezzi ed adesso sono piuttosto ricercati dai collezionisti. Per saperne di più ascoltate il nostro podcast: Orologi vintage: investimento calcolato o anacronismo?