C’è una stanza piena di eco, giacche scure e drammi sussurrati: qualcuno ha rimesso in ordine la malinconia, ma con gusto.
Un gruppo di (ex) giovani fa da regista occulto, un vecchio marpione viene riverito e adulato, una corrente cerca di nuovo di intrufolarsi nella sala, potrebbe scompigliare le varie acconciature allo specchio.
Tra synth nostalgici e romanticismi fuori tempo massimo, Marco e Davide sanno già come andranno a finire le cose e quindi non possono mancare l’invito. È una serata elegante, un po’ teatrale, dove il passato non torna, ma si mette meglio in scena





