“Ogni viaggio inizia e si conclude in una stazione;
ovvio, ma fa piacere ricordarlo in questa circostanza,
constatando quanto il buon risultato di un viaggio
dipenda dalla qualità delle stazioni”.
Le biglietterie torneranno finalmente nella Galleria storica, inoltre avremo un nuovo sistema di illuminazione e spazi ripensati per oltre 260 mila persone al giorno: così lo studio Park sta per ridisegnare il secondo principale hub ferroviario italiano a 120 anni dalla posa della prima pietra, inaugurato il 1° luglio 1931.
A partire dall’estate del 2027, chi arriverà a Milano troverà una Stazione Centrale molto diversa da quella che conosce oggi. Grandi Stazioni Retail e FS Sistemi Urbani hanno infatti presentato il progetto di riqualificazione da 20 milioni di Euro che interesserà il piano terra e il mezzanino dell’edificio progettato da Ulisse Stacchini.
Park Associati srl di Milano, lo studio selezionato attraverso un concorso ad invito promosso da Grandi Stazioni Retail.
La scelta dello studio Milanese non è di certo casuale: da oltre venticinque anni Park lavora sul tema della trasformazione dell’esistente e negli ultimi anni ha firmato alcuni dei più rilevanti interventi sul patrimonio moderno della città, dalla Torre Michelangelo alla Torre della Permanente fino al recupero di Palazzo Galbani.
Park ha vinto numerosi premi, tra cui il premio Architetto Italiano 2024 assegnato dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.
Queste le motivazioni progettuali del “redesign” di Park Associati, che servono a giustificare le scelte tecniche, formali e strategiche adottate: dialogo tra eredità monumentale e futuro.
Intervenire all’interno di Milano Centrale significa confrontarsi con uno dei luoghi più iconici della città e, al tempo stesso, con uno dei più complessi sistemi urbani.
Ogni giorno centinaia di migliaia di persone attraversano la stazione non soltanto per viaggiare, ma per incontrarsi, lavorare, sostare, accedere a servizi e vivere una parte significativa della propria esperienza urbana.
Sviluppato a seguito della vittoria di un concorso privato a inviti promosso da Grandi Stazioni Retail, il progetto di Park per il ridisegno del piano terra, (Galleria delle ex Biglietterie) e del mezzanino nasce da una riflessione sul ruolo contemporaneo delle stazioni ferroviarie. Se storicamente questi luoghi erano concepiti principalmente come infrastrutture di transito, oggi rappresentano sistemi urbani complessi.
Spazi di permanenza e relazione in cui mobilità, commercio e vita pubblica si intrecciano in modo sempre più profondo.
Concepita, all’inizio del Novecento e completata nel 1931 su progetto di Ulisse Stacchini, Milano Centrale rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura infrastrutturale europea. Più che una semplice stazione ferroviaria, l’edificio si configura come una vera porta urbana, un luogo in cui mobilità, rappresentazione e vita pubblica convergono in una composizione monumentale di straordinaria complessità.
La sua identità deriva dalla sovrapposizione di linguaggi, materiali e influenze differenti: una sintesi eclettica in cui la monumentalità degli spazi, la ricchezza decorativa e la qualità della luce costruiscono un’esperienza unica.
Nel corso del tempo, la stazione ha accompagnato l’evoluzione della città, adattandosi a nuove esigenze e accogliendo trasformazioni successive senza perdere il proprio valore simbolico.
E’ proprio questa stratificazione, insieme alla capacità dell’edificio di interpretare il ruolo mutevole delle infrastrutture urbane, a costituire il punto di partenza del progetto.
Intervenire all’interno di Milano Centrale significa infatti confrontarsi non soltanto con un patrimonio architettonico di eccezionale rilevanza, ma anche con un organismo vivo che continua a ridefinire il proprio rapporto con Milano e con le persone che lo attraversano ogni giorno.
La domanda che ha guidato il progetto è stata quindi semplice:
come può una galleria commerciale diventare parte integrante di un’esperienza architettonica e urbana della stazione?
L’area oggetto dell’intervento occupa una porzione relativamente recente della storia di Milano Centrale. Fino ai primi anni Duemila questi spazi ospitavano il deposito bagagli e non possedevano le qualità architettoniche che caratterizzano gli elementi monumentali della stazione. Le successive trasformazioni, culminate con la realizzazione della galleria commerciale e dei tapis roulant, hanno introdotto nuove funzioni senza però riuscire a costruire una relazione coerente con l’identità dell’edificio, (2005-2010).
La percezione dei livelli risultava frammentata, l’orientamento poco intuitivo e il rapporto tra quota urbana e quota binari risultava frammentata, l’orientamento poco intuitivo e il rapporto tra quota urbana e quota dei binari appariva debole e poco percepibile.
La proposta di Park affronta questa condizione immaginando la galleria commerciale come una componente integrante del sistema spaziale di Milano Centrale.
Uno spazio capace di ristabilire una relazione più chiara tra la quota della città e quella dei binari, migliorare l’esperienza dei passeggeri e ricucire il dialogo con le gallerie e gli altri storici della stazione. Affacciandosi su Piazza Duca D’Aosta, Piazza Luigi di Savoia e Piazza IV Novembre, Milano Centrale non è infatti soltanto un nodo infrastrutturale, ma un luogo di incontro tra diverse parti della città e differenti forme di mobilità. L’obiettivo non è semplicemente riqualificare uno spazio esistente, ma trasformarlo in un ambiente urbano riconoscibile, capace di generare valore sociale, ambientale ed economico.
Per raggiungere questo risultato il progetto prende avvio da una rilettura dei caratteri fondativi della stazione.
L’analisi ha individuato tre elementi principali:
– monumentalità degli spazi
– presenza della luce naturale
– straordinaria ricchezza materica e linguistica dell’edificio.
La monumentalità viene reinterpretata attraverso un lavoro sulle proporzioni e sulle relazioni visive.
La riduzione di alcune porzioni del mezzanino consente di ristabilire una connessione più diretta tra il livello commerciale e quello dei binari, ampliando la percezione dello spazio e restituendo visibilità agli elementi architettonici esistenti. Nuovi vuoti e aperture migliorano la leggibilità complessiva dell’ambiente e favoriscono una forma di orientamento naturale, nella quale è l’architettura stessa a guidare i flussi.
La luce costituisce il secondo elemento generatore del progetto. Se gli spazi monumentali della stazione sono caratterizzati da una forte presenza di illuminazione naturale, la galleria commerciale ne risultava completamente priva. Il nuovo sistema di controsoffitti luminosi nasce dall’osservazione dei lucernari e delle strutture della Galleria dei Mosaici, reinterpretandone le geometrie attraverso un linguaggio contemporaneo.
Il risultato è una luce diffusa che aumenta la qualità percettiva degli spazi e ne rafforza il carattere pubblico.
Il terzo tema riguarda la materia.
Milano Centrale è il risultato di una complessa stratificazione di marmi, ottone, ferro battuto, elementi decorativi e dettagli artigianali che contribuiscono alla sua identità. Il progetto sviluppa una lettura filologica di questo patrimonio, estraendone colori, texture e principi compositivi per costruire una nuova palette contemporanea.
I rivestimenti metallici dai toni caldi dialogano con il marmo Botticino e con i corrimani storici; la scansione verticale dei nuovi elementi riprende il ritmo delle lesene presenti nella stazione; i disegni delle pavimentazioni reinterpretano le geometrie marmoree degli altri principali estendendole all’interno della galleria.
Questo approccio si riflette in tutti gli elementi dell’intervento.
Le facciate interne della galleria commerciale vengono ridisegnate per costruire un’identità unitaria e coerente.
Le nuove vetrine dialogano con il linguaggio architettonico della stazione attraverso proporzioni, materiali e dettagli che derivano direttamente dall’analisi dell’esistente.
Anche i pilastri vengono reinterpretati come elementi di orientamento e illuminazione, integrando luce indiretta e rivestimenti che amplificano la continuità spaziale dell’ambiente e ne alleggeriscono la massa volumetrica.
Parallelamente, il progetto interviene sull’Atrio Storico restituendogli una funzione originaria. Le biglietterie tornano nella posizione per cui erano state concepite, ristabilendo una logica distributiva che il tempo aveva progressivamente modificato.
I volumi commerciali esistenti vengono ridisegnati attraverso strutture più leggere e ordinate, capaci di liberare la percezione dei portali storici e di rafforzare il carattere monumentale dello spazio. L’intervento propone così una nuova identità per una porzione della stazione che, fino a oggi, appariva estranea al resto dell’edificio.
Attraverso una rilettura contemporanea dei suoi caratteri architettonici, Milano Centrale ritrova continuità spaziale, coerenza materica e chiarezza percettiva.
Più che una riqualificazione commerciale, il progetto rappresenta una riflessione sul ruolo contemporaneo delle infrastrutture urbane. In un momento storico in cui le stazioni sono chiamate a svolgere funzioni sempre più articolate, Milano Centrale viene interpretata come uno spazio civico aperto, un luogo capace di generare nuove relazioni tra mobilità, servizi e vita urbana, mantenendo al tempo stesso un dialogo profondo con la propria eredità architettonica.
In sintesi:
1. cosa prevede il progetto di “Redesign” della Stazione Centrale?
Il progetto interessa il piano terra e il mezzanino, con particolare attenzione alla galleria commerciale e alle connessioni con il livello dei binari. Sono previsti nuovi vuoti, aperture, controsoffitti luminosi, pavimentazioni, vetrine e rivestimenti.
L’obiettivo è aumentare leggibilità, comfort percettivo e continuità spaziale senza alterare l’identità monumentale della stazione.
2. Perché una stazione ferroviaria può essere considerata uno spazio urbano?
Milano Centrale non svolge esclusivamente una funzione trasportistica, ma ospita servizi, commercio, incontri e permanenze. La presenza di flussi continui e la relazione con tre piazze cittadine ne fanno una porta urbana e un nodo della vita pubblica.
Il progetto interpreta quindi gli spazi interni come parte del sistema urbano, non come semplici superfici di transito.
3. Quali vincoli normativi riguardano un intervento su Milano Centrale?
L’intervento su un bene di rilevanza storico-architettonica richiede il coordinamento con la Soprintendenza e l’applicazione del D.Lgs. 42/2004, ove pertinente al regime di Tutela.
Tutte le scelte sui materiali e sui cambiamenti interni sono state concordate con l’Organo di Tutela.
Il lavoro di ricerca storica è stato necessario per mantenere l’edificio in equilibrio con i vincoli del monumento.
L’intervento architettonico, sviluppato dallo studio, si distingue per un approccio che mette al centro la conoscenza dell’edificio esistente. Ogni scelta progettuale è stata infatti preceduta da un approfondito lavoro di ricerca sui materiali e sulle configurazioni originarie della stazione, con l’obiettivo di garantire che le nuove soluzioni si inseriscano in modo rispettoso all’interno di uno dei più importanti monumenti del Novecento italiano.
Non si tratta quindi di una trasformazione che punta a sovrapporsi all’architettura storica, ma piuttosto di un intervento che cerca di riportarne in evidenza alcuni elementi originari, aggiornando al contempo le prestazioni e i servizi.
4. Quali vantaggi produce la riduzione di alcune porzioni del mezzanino?
La creazione di nuovi vuoti ristabilisce relazioni visive tra la galleria commerciale e il livello ferroviario. La maggiore profondità percettiva facilita l’orientamento e rende più riconoscibili gli elementi architettonici esistenti. La soluzione può inoltre ridurre la frammentazione degli spazi, purché siano verificate strutture, compartimentazioni, esodo e gestione dei flussi.
5. Come vengono progettati luce, materiali e vetrine commerciali?
I controsoffitti luminosi reinterpretano le geometrie dei lucernari della Galleria dei Mosaici, generando una luce diffusa.
I rivestimenti metallici dai toni caldi sono accostati al marmo Botticino e alla scansione verticale delle lesene. Vetrine e pavimentazioni riprendono proporzioni e ritmi dell’edificio senza ricorrere a una riproduzione stilistica dell’esistente.
Nel mese di Giugno, Susanna Bernardini direttore tecnico di Grandi Stazioni Retail e la Ceo Elena Sorlini, hanno presentato alla città di Milano il progetto. I primi interventi edili sono già partiti, al piano ammezzato con le prime demolizioni, che serviranno anche a creare una maggiore apertura visiva tra il piano terra e la zona dei binari. Si tratta delle nuove scale mobili che collegano la rete della metropolitana cittadina con il piano dei binari, pensate per eliminare i problemi di scorrimento nel transito quotidiano della stazione, dove passano circa 260 mila persone al giorno, dove fanno capolinea 500 treni giornalieri, regionali, nazionali ed internazionali, due linee della metropolitana, il terminal di diverse linee di autobus e tram urbani, oltre che navette per gli aeroporti ed è utilizzata ogni giorno da oltre 320.000 persone.
La novità principale del progetto architettonico, riguarderà l’Atrio Storico. In questo spazio verranno ricollocate le biglietterie nella loro sede originaria per semplificare l’orientamento dei passeggeri.
Gli spazi lasciati liberi dalle vecchie biglietterie saranno invece destinati a nuove attività commerciali.
Il progetto prevede il rifacimento completo dei pavimenti delle aree comuni di transito, senza toccare le zone storiche sottoposte a tutela, per i nuovi pavimenti verrà utilizzata una finitura contemporanea che riprende i motivi a intarsio e a mosaico di quelli originari.
Verrà anche sostituito l’intero sistema di illuminazione con soluzioni di design pensate per ridurre i consumi energetici e creare un effetto simile a quello degli antichi velari.
Per contenere la dispersione termica, nei negozi al piano terra e al piano ammezzato saranno installate nuove porte scorrevoli. Sempre al piano ammezzato verranno rifatti i controsoffitti e saranno spostate in avanti le vetrate commerciali.
L’Atrio laterale e i portali, tra le modifiche c’è lo spostamento del deposito bagagli, l’ingresso e i locali di stoccaggio delle valigie saranno trasferiti al piano ammezzato per rendere più ordinata la gestione del servizio.
Tutti i lavori saranno eseguiti per fasi e per aree distinte, circostanza che permetterà alla stazione di rimanere sempre aperta e accessibile per tutta la durata dei cantieri.
Osservazioni
Le strategie di Grandi Stazioni Retail: trasformare le stazioni ferroviarie (14), da semplici luoghi di passaggio in moderne “piazze urbane” e hub commerciali ad alta frequentazione.
Riqualificazione immobiliare con restauro di spazi storici e architettonici di grande valore che diventano centri servizi tra i più affollati d’Europa, punti d’incontro, luoghi d’arte di eventi e cultura, non solo di transito, in buona sostanza trattasi di “business del Retail”
n.b. non sono previste dal progetto, delle aree di attesa, indispensabili per i viaggiatori, ci sono le ‘lounge sale’, spazi riservati.
Conclusioni
Che cosa incarna l’idea stessa di architettura meglio di una stazione ferroviaria?
Un edificio chiamato a ospitare una macchina di precisione, capace di smistare treni, valigie, orari, attese e centinaia di migliaia di persone, affidando a tutto questo movimento una forma riconoscibile. Il Settecento dei trattati avrebbe parlato di carattere: ogni edificio doveva dichiarare la propria funzione attraverso la sua costruzione. La stazione, a questa prescrizione, aggiunge un compito cerimoniale: è una soglia collettiva, primo interno della città per chi arriva e l’ultimo per chi parte.
La “Cattedrale del Movimento”, come la definì il suo progettista Ulisse Stacchini, porta questa ambizione alla scala monumentale.
Riunisce la potenza delle grandi coperture in acciaio e vetro, la solennità delle tre Gallerie: Carrozze, Biglietterie e di Testa e degli Atri.
Una quantità quasi enciclopedica di marmi, bassorilievi, mosaici, lampade e figure allegoriche. È insieme manuale di scienza delle costruzioni e atlante della decorazione fra le due guerre.
Nei suoi oltre mille metri quadrati, il Padiglione Reale, al piano binari, custodisce ancora la Sala delle Armi, gli arredi per i Savoia, le fontane in marmo, i lampadari, i pavimenti intarsiati e perfino una via di fuga nascosta dietro uno specchio.
L’auspicio è che il suo carattere di edificio monumentale rimanga riconoscibile nello stile romantico, del suo progettista.
Nadir Bisan architetto, progettista delle opere di restauro conservativo del fabbricato Viaggiatori (2002) e Direttore Operativo (2005 al 2010)








